Ravioli Al Nero Di Seppia Con Ripieno Di Ricotta, Bottarga E Limone Con Gamberi E Timo

RAVIOLI AL NERO DI SEPPIA E UN’ “AMICA” IN MENO

Ultimamente ho usato il blog per raccontarvi i miei ultimi mesi burrascosi.
Con la torta magica alle fragole vi ho raccontato della mia separazione.
Con i vortici di flan agli asparagi vi ho confessato che devo cominciare a prendermi cura di me e soprattutto volermi più bene.
Mentre oggi, con questi ravioli al nero di seppia con ripieno di ricotta bottarga e limone mi leverò dei sassolini dalle scarpe.
Vi sintetizzo la storia di quella che credevo essere un’amicizia e invece era una bufala, ma non la deliziosa mozzarella campana, ma proprio un bleff, una schifezza, una farsa bella e buona….anche se di buono non aveva proprio niente.
Non capisco il motivo, forse le mie peripezie amorose mi hanno resa completamente cieca e illusa, per niente guardinga e timorosa nei confronti del prossimo, ma in questi mesi ho perso qua e la delle persone che dicevano di volermi bene ed essermi vicine, un’ amica insomma, che proprio nel momento in cui avrei avuto più bisogno anche solo di sapere che c’era, si è rivelata la peggior nemica che potessi avere, un serpente a sonagli pronta ad avvelenarmi per poi lasciarmi morire li tra agonie e sofferenze.


Per fortuna non con tutti è andata così, la mia amica Marghe è stata super, non mi ha mollato un attimo, attenta e paziente è riuscita a darmi conforto anche abitando a Milano, anche con una telefonata ogni tanto mentre tornava a casa dal lavoro.
Poi Chiara, Paola, Fulvia, Sandra e anche i miei amici maschi come Marco, Luca, Pablo e Joey come soldatini hanno combattuto e sofferto accanto a me.
Dunque pochi ma buoni, ma torniamo a bomba.
Avete presente quelle amicizie che si coltivano da grandi, magari conosciute al campo di calcio in attesa degli allenamenti dei figli, oppure davanti all’uscita di scuola.
Si parte con un “ciao come ti chiami?” e giorno dopo giorno si scende sempre più in confidenza.
Con lei avevo iniziato circa 5 anni fa, mi aveva fatto una buona impressione perché semplice, con un bel sorriso sincero, una mamma che lavorava e con problemi con il marito….proprio come me.
Giorno dopo giorno ci siamo conosciute sempre di più, siamo andate sempre più a fondo, condiviso serate insonni piene di pensieri su whatsapp, riso e pianto al telefono raccontandoci le nostre preoccupazioni, passato pomeriggi ai giardini a parlare di tutto.

Io le volevo bene davvero, pensavo di aver trovato un’amica anche qui a Firenze, avrei scalato le montagne per aiutarla e mi fidavo a tal punto che le raccontavo tutto, qualsiasi cosa.
Quando ho deciso di separarmi qualcosa però si è rotto.
Ci siamo viste meno, lei ha cominciato a frequentare il mio ex marito perché gravitavano nello stesso gruppo di amici, ha iniziato a dirmi delle bugie e a nascondermi le cose, non mi invitava più e non mi telefonava piu’.
Onestamente in quel momento ero così sconvolta nel tenere testa agli avvocati e a cercare di non far soffrire i bambini che non ho dato troppo peso alla cosa ma avrei dovuto carpire quei segnali evidenti e lasciar perdere prima.
Dopo circa 8 mesi dalla mia separazione, all’ennesimo sgambetto da parte sua, ho deciso di dare un taglio al nostro rapporto perché stavo male nel vedermi sempre messa da parte.
Le mandai un messaggio di consapevolezza della situazione, senza rabbia e senza rancore, al quale lei però non rispose mai.
Pensavo fosse finita li invece mai avrei potuto immaginare un più folle l’epilogo.
Il giorno successivo al messaggio prese da parte il mio ex marito e con la frase “E’ troppo tempo che ti devo dire delle cose” iniziò a sparlare di tutto quello che in quei durissimi mesi le avevo confidato.
Non è stato un momento facile per nessuno, specialmente per i miei figli che si sono ritrovati dentro ad una nuova tempesta, messi in mezzo a discorsi dei grandi che non avrebbero mai dovuto sentire.
E poi io mi sono sentita tradita, ancora più fragile e sola davanti all’ennesima montagna da scalare anche perchè non contenta aveva sparlato di me con altre persone che adesso mi fanno il vuoto intorno….ma peggio per loro, si tengano lei e le sue falsità, la sua ipocrisia, la sua stupidità.

Dopo quasi 5 mesi dalla frittata posso dirmi serena e sollevata nel sapere che quella persona detestabile non farà più parte della mia vita, che mi impietosisce pensare ai motivi che possano averla portata a compiere un gesto simile ( gelosia, mire nei confronti del mio ex, cattiveria, idiozia, malvagità, voglia di screditarmi agli occhi degli altri) e che soprattutto peggio per lei perché mi ha perso per sempre.
Certo non sono la regina Elisabetta ne papa Francesco, ma le ero amica sinceramente, senza filtri, pronta a darle un consiglio con il cuore e ad ascoltare le sue sofferenze.
Non credo che si renderà mai conto della “cazzata” fatta, se fosse stata un minimo dotata di ingegno non avrebbe mai commesso un gesto così vile.
Fiocco ai grembiuli

Ingredienti per 2 persone:

Per la pasta al nero di seppia:
100 gr farina 00
2 gr nero di seppia liquido
2 tuorli
4-5 cucchiai di acqua
Per il ripieno:
scorza di 1 limone
1 cucchiaio raso di bottarga in polvere o grattugiata
2 rametti di timo fresco
80 gr ricotta vaccina
sale e pepe
Per la schiuma:
200 ml latte
1 cucchiaino di lecitina di soia o 20 gr albume pastorizzato
Per decorare:
2 code di gambero
timo fresco
olio


Come si preparano questi ravioli:

Per prima cosa bisogna fare la pasta versando la farina in una ciotola e facendo una fontana al centro.
Rompete le uova e ricavatene i tuorli da posizionare al centro della fontana con il nero di seppia.
Con una forchetta rompete i tuorli e cominciate ad inglobare farina mescolando.
Aggiungete anche i cucchiai di acqua e poi impastate brevemente con le mani in modo da ottenere una sfoglia omogenea e liscia, che non si appiccica alle mani ma che non è neppure troppo secca.
Se lo fosse aggiungete un ulteriore cucchiaio di acqua.
Lasciate riposare la sfoglia nella ciotola coperta da pellicola.


Per il ripieno mescolate la bottarga con la scorza di limone e un pizzico di sale e pepe.
Sminuzzate al coltello il timo fresco e poi aggiungetelo al resto del ripieno.
Mettete una pentola con dell’acqua sul fuoco e portatela al bollore prima di salarla.
Fate cuocere due minuti le code di gambero poi sgusciatele e conditele con olio e sale, ricavando dei pezzetti più piccoli.
Stendete la sfoglia sottilmente con il mattarello o la nonna papera.
Con un coppapasta ricavate dei cerchi di circa 6 cm di diametro.
A centro del cerchio mettete un po’ di ripieno, senza esagerare per evitare di chiuderlo con difficoltà.

Inumidite leggermente il perimetro con un dito bagnato e poi piegate la pasta in modo da formare un semicerchio con al centro il ripieno, levando le bolle d’aria all’interno.
Tirate i due lembi a punta fino a che riuscirete e sovrapporli leggermente tra loro.
Pizzicate i due lembi in modo che restino attaccati e in questo modo avrete formato il vostro raviolo a forma di cappello.
Proseguite nello stesso modo con il resto della pasta.

Versate nella caraffa il latte con un po’ di sale e la lecitina di soia o l’albume pastorizzato ( evitate l’albume classico d’uovo perché potrebbe essere contaminato) e con il mixer montate gli ingredienti fino a che riuscirete a formare una schiuma stabile. Cercate di inclinare leggermente la caraffa e posizionare la testa del mixer abbastanza in superficie del latte in modo da incorporare facilmente aria.
Buttate i ravioli in acqua e fateli cuocere per circa 4-5 minuti, verificando che siano al dente prima di scolarli.
Conditeli con olio e poi disponeteli nel piatto.
Velocemente condite con la schiuma di latte, i pezzi di gamberi e spolverate con timo fresco.
Servite subito il piatto bello caldo.

 

Print Friendly, PDF & Email
  1. ti seguo da tempo, per la bellezza delle tue creazioni, e per la loro bontà, oltre che per le spiegazioni semplici da seguire: ogni volta un successo.
    ora ti seguo anche per il dolore e l’amarezza che trasuda da ogni tua parola, ogni tuo piatto.
    ti può capire solo chi ha avuto esperienze analoghe: io quando ero triste..cucinavo!! per i ragazzi, per gli amici.. Ma…in fondo al tunnel, c’è una luce, sempre.. e lascia andare i dissennatori, non serve nemmeno stare a parlarne. mimetta

    1. Mimetta….ma quanto sei cara???
      Si cucinare inizialmente è stato terapeutico poi è diventato un vero e proprio motore perché mi ha dato la possibilità di essere libera da giudizi e pregiudizi.
      Spero di ritrovare un pò di serenità e smettere di far trasudare dolore e amarezza.
      BAci
      Angela

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *