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VIAGGIO IN UK LONDON, LEEDS, EDIMBURGO, AUBERDEEN, LOCHNESS, SKYE, YORK, CAMBRIDGE

Proseguendo la storia del viaggio in UK, a Londra abbiamo visitato il museo della storia della natura, anche questo è gratuito, e dopo un po’ di coda, i bimbi si sono persi a guardare gli scheletri dei dinosauri, la storia della Terra, i vari e bizzarri animali del mondo, le pietre preziose, ma soprattutto un T Rex gigante che emetteva versi e apriva e chiudeva la bocca..
Dopo pranzo abbiamo percorso Hide Park e fatto giocare i bimbi nel bellissimo parco giochi dedicato alla Principessa Diana.
La tappa successiva era la mitica libreria Books for Cook nella zona di Portobello ma purtroppo, proprio mentre stavamo arrivando, stava chiudendo il bandone.
Sono rimasta li immobile a veder scivolare la serranda giù, quasi mi veniva da piangere.
Sarà per la prossima volta.
Per tornare verso casa siamo saliti sul Double Decker Bus, costeggiando di nuovo Hide Park e le bellissime villette che lo circondano e, per rimediare alla delusione precedente, ci siamo fermati alla Bakery di Peggy Porschen per gustare altri cup cake e soprattutto le layer cake.
Ero molto curiosa, per me Peggy è una divinità, ho quasi tutti i suoi libri ma non avevo mai assaggiato personalmente le sue delizie, e non ha deluso le aspettative.
Il negozio è molto elegante, rosa e fiori dappertutto, torte da sogno, teiere e tazze pastello, sacchetti di meringhe e biscotti colorati, il posto che ogni food blogger sogna.
I dolci ma soprattutto le creme sono deliziose e, anche se costa mediamente circa il 30% delle altre bakery, vale la pena farci un salto se ripasserete da Londra.

 

Il nostro ultimo giorno nella City è iniziato con una camminata vicino alla Torre di Londra e l’attraversamento del Tower Bridge, che pochi giorni prima avevamo visto aprirsi per il passaggio di una barca con un albero molto alto, un evento alquanto raro dicono…
Dall’altra parte del fiume tanti edifici moderni , sculture e giochi con le fontane dove i muffin hanno giocato a lungo bagnandosi tutti e divertendosi da matti.

Poi con la metro siamo arrivati a Camden Town, la zona più alternativa e matta di Londra, negozi di ogni genere, personaggi bizzarri con creste e piercing molto punk.
Dopo aver girato qua e la guidati dai vari profumi degli street food internazionali abbiamo deciso di guastare il famoso fish and chips da Poppies, vincitore del Fish Chips Awards, delizioso, croccante e non troppo olioso.

La camminata è proseguito in Regent’s park fino ad arrivare alla collina di Primrose da dove si può vedere Londra.
Poi, visto che eravamo in zona, non potevamo non passare da un’altra famosa bakery, la Primrose appunto, dove ho assaggiato un cup cake red velvet senza glutine con crema al burro, la vetrina era piena di dolcetti da urlo e anche l’ambiente era molto accogliente.
La giornata è terminata a Soho dove abbiamo incontrato nuovamente Maria per un aperitivo, il Pimm’s, un delizioso cocktail preparato nel bicchiere tumbler alto con ghiaccio, menta fresca, cetriolo tagliato a listarelle, fette di arancio, fragole fresche, Pimm’s n°1, e ginger ale, e poi abbiamo cenato con un wok take away vicino ad Oxford street.

 

La mattina seguente siamo partiti alla volta di Leeds per dormire nella casa di Joanna che al mattino ci ha preparato la tipica colazione inglese con le uova fresche appena fatte dalle sue galline.
La prossima destinazione era Edimburgo ma prima ci siamo fermati poco prima del confine con la Scozia al castello di Alnwik, location di numerose scene del film di Harry Potter come ad esempio la partita del boccino e il primo volo di Harry sulla scopa.
Per i bambini è stato come entrare in una fiaba, si sono rotolati sui prati all’inglese, giocato con i musicisti e provato a cavalcare una scopa magica, la Broomstick, proprio come Harry Potter.
E anche io non potevo perdere un’occasione così ganza!
E poi finalmente siamo arrivati in Scozia, battezzati subito da una bella pioggia che non ci ha mai abbandonato durante il resto dei giorni scozzesi.
Poco dopo il confine abbiamo avuto una tregua meteo mentre visitavamo il rudere del castello di Dunnotar a Stonehaven e abbiamo potuto godere della vista di un bellissimo arcobaleno sopra il mare e l’imponente
scogliera, dove i gabbiani volavano con fatica contro il vento forte.
Arrivati ad Edimburgo, che nel mese di agosto è piena di gente per il Fringe Festival, che anima le strade e le piazze con saltimbanchi, maghi, musicisti e performer di qualsiasi genere, abbiamo visitato il castello
e sentito lo scoppio di cannone che c’è tutti i giorni alle ore 13.
La città si sviluppa su più livelli, la così detta città vecchia e la città nuova, nate in due periodi diversi e l’Holyroad palace.
Nella città vecchia abbiamo visitato la tomba del canino Bobby, lo skye terrier che dormì sulla tomba del suo padrone per 14 anni, e poco lontano c’era il ristorante Elephant House dove la Rowling scrisse alcuni
capitoli del libro di Harry Potter.
Un locale molto suggestivo con grandi finestre sopra il cimitero e una vista sul castello, arredi vintage e cibi semplici, noi abbiamo assaggiato una pie beef and ale, deliziosa, con una purea di patate e una salsa
di arrosto.
Anche qui abbiamo trovato una bakery, Bibi’s, buonissimi i loro cup cake.
La nostra giornata è terminata con una lunga camminata sul crinale dell’Arthur’s Seat, una collina a fianco della città, da dove abbiamo potuto ammirare il tramonto su Edimburgo, un’esperienza bellissima che
porteremo sempre nel cuore.

Il giorno dopo siamo saliti fino ad Aberdeen, facendo una tappa a Stirling e il suo castello simbolo della resistenza Scozzese,  attraversando campagne sconfinate punteggiate di pecore ma soprattutto mucche, la famosa e prestigiosa razza Angus allevata nella zona.

La mattina siamo partiti alla volta della Speyside, la zona con la più alta concentrazione di distillerie di Wisky, attraversando colline viola di edera, campi verdi e gialli con il profumo di alcool, che ci ha guidato fino alla distilleria “The Macallan”, e di biscotti perché poco dopo abbiamo trovato la Walkers, la ditta che confeziona gli short bread più famosi nel mondo, quelli burrosi e buonissimi.
Questa zona della Scozia è una di quelle che ho preferito, per i colori, per la natura, per la pace.
Nel pomeriggio siamo arrivati al lago di Lochness, lo abbiamo costeggiato cercando di scovare Nessie, il famoso mostro di Lochness ma, a parte tre bambini buffi, non abbiamo visto niente.
Abbiamo visitato anche il museo che si trova sulla strada lungo il lago e abbiamo capito che forse Nessie è solo una storia di fantasia che ancora fa sognare i migliaia di turisti che ogni hanno vengono a visitare questi luoghi.
Abbiamo dormito in un piccolo ostello poco lontano e cenato sulle note di un gruppo di ragazzi che suonavano musica Celtica e la mitica cornamusa.
Il giorno dopo siamo partiti alla volta di Skye, la famosa isola dai paesaggi fiabeschi, peccato che abbiamo trovato una giornata tremenda, heavy rain, quindi delle montagne si vedevano solo le pendici perché le nebbie intense ne coprivano il resto.
Questa parte della Scozia è veramente selvaggia, non si trovano tante case, la natura è incontaminata, i paesaggi sono dominati dalle alture, le cascate, i fiumi e le pecore e cervi, pioggia e vento battenti senza
fine e soprattutto, tanto freddo, 10 °C.
Questo è stato il punto più a nord della Gran Bretagna che abbiamo visitato prima di ricominciare la nostra discesa alla volta di York, fermandoci a visitare il Vallo di Adriano, l’imponente muraglia eretta per delimitare il confine dell’Impero Romano non lontano dalla città di Carlise.
La notte l’abbiamo passata a Moffat, la città delle pecore, dove finalmente sono riuscita a fotografare la pecora Shaun.
Non credevo, ma le pecore non sono animali affabili, appena ti vedono scappano a gambe levate e non è assolutamente semplice fotografarle.

Il giorno seguente siamo arrivati a York per soggiornare presso una famiglia inglese molto carina che, oltre ad una bella casa, aveva anche un giardino con un tappeto per saltare e la sabbia per far giocare i
bambini.

Passare un po’ di tempo a chiacchierare con i proprietari delle case dove soggiornavamo ci  ha fatto entrare in contatto con la vera Gran Bretagna, perché impari pian piano a riconoscere le tipologie di thé, parlarli
inglese e lo capisci sempre di più, scopri perché hanno votato SI alla Brexit, condividi ricordi ed esperienze di vita per scoprire che alla fine il mondo non è poi così grande.
York è molto carina e turistica, vicoletti pieni di negozi, un’imponente cattedrale dalle vetrate grandi come campi da tennis, le mura che possono essere percorse a piedi, le tipiche Shambles, le casette a graticcio con
il legno a vista, il museo dei treni, e poi artisti di strada, sale da thè e parchi dai prati infiniti.

Ma la città inglese che più mi ha colpito è stata Cambridge, dove siamo arrivati dopo due giorni passati a York.

Camminando nelle sue strade e i backs dei suoi antichi college si avverte una sorta di magia.
Re e regine, oltre che a grandi scienziati e premi Nobel, hanno studiato in questa città e le mura dei palazzi dei college sembrano conservare il segreto delle menti nobili che hanno onorato nostra civiltà.

I college sono meravigliosi, quello che ho preferito è stato il St John’s  College con Bridge of Sighs, il ponte dei sospiri più antico della città, e una serie di edifici e vetrate gotiche a fianco di giardini con il canale percorso dalle Punt, le piccole imbarcazioni cariche di turisti.

Abbiamo anche visitato la cappella del King’s College, il college fondato dal temibile Enrico VIII, meravigliosamente bella con il soffitto a vele e le vetrate colorate.

Per caso abbiamo scovato Fudge Kitchen, un negozio dove si poteva degustare e vedere come si produce il famoso fudge, un panetto toffee dai mille gusti che si scioglie in bocca.

Si cuociono tutti gli ingredienti insieme fino a che non raggiungono la temperatura di 360 F°, poi si versa il composto su un piano di marmo per farlo raffreddare, infine si lavora, in modo molto simile alla tempera del cioccolato, con una spatola sovrapponendo strato su strato.

Il nostro ultimo giorno in Inghilterra, alla volta di Dover per riprendere il traghetto per Calais, non poteva concludersi in modo più dolce.
Abbiamo scovato vicino a Cambridge, in un piccolo paesino contadino che si chiama Tiptree, una delle aziende simbolo della Gran Bretagna, la Wilkin and Sons.
Avete presente la marmellata di arance?

Ecco siamo stati li dove la fanno e, oltre ad aver fatto una superscorta di confetture e marmellate di ogni genere abbiamo, anche gustato un afternoon tea con scoones, classic cornish clotted cream, confettura di fragoline di bosco e il thè al latte.

E’ stato in viaggio bellissimo, pieno di emozioni e luoghi meravigliosi, la Gran Bretagna è veramente un posto da visitare almeno una volta nella vita, molto variegata, curata e allo stesso tempo così verde e
selvaggia.
Con i bambini confesso che è stata dura ma lo rifarei mille altre volte perché anche loro si sono divertiti molto.
Ho assaggiato e provato tutto quello che avrei potuto gustare e torno sulle pagine di questo blog molto carica di idee e voglia di fare.
Ringrazio Michela del blog “Le torte di Micky” per tutti i consigli su dove andare, cosa fare e soprattutto per avermi suggerito dove deliziare il palato, sei stata gentilissima e meglio di una lonely planet :-*
Chissà dove mi porterà il prossimo viaggio…

 

The end.
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