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FAGOTTI DI LAMPREDOTTO E SALSA VERDE CON CHIPS VIOLA

Spirito – Litfiba

Quando mi sveglio cerco i miei sogni non li ritrovo più
non apro gli occhi per chiamarti indietro e rivedere la mia fantasia
Spirito libero sto contento quando mi parli dentro
Libero spirito sto contento quando mi parli dentro
Il mondo è storto aspetta in coda appeso a un semaforo
provo a smontarlo con un sorriso e’ solo il gioco che so il mondo è un cannibale
Spirito libero sto contento quando mi parli dentro
Libero spirito sto contento quando mi parli dentro
Sei la scintilla che scatena l’intensità fratello libero sei il genio della lampada
Cambia la rabbia dal mio corpo quando ci sei  e ogni problema è un labirinto fantastico
ohaea ohae ohae ohae …. oh spirito
Il mondo è storto gioca col morto e ruba la fantasia
provo a montarlo con un sorriso e’ solo il gioco che so
il mondo è un cannibale ohaea ohae ohae ohae ….
Spirito libero sto contento quando mi parli dentro
Libero spirito sto contento quando mi parli dentro
Sei la scintilla che scatena l’intensità fratello libero sei il genio della lampada
cambia la rabbia dal mio corpo quando ci sei
e ogni problema è un labirinto fantastico
ohaea ohae ohae ohae …. oh spirito
E’ il solo gioco che so…
E’ il solo gioco che so…
Fottuto gioco che so…
Spirito libero
Chi non ha mai canticchiato questa canzone dei Litfiba, anno 1994 ma sembra ieri.
Sono molto legata a questa canzone, mi ricorda il periodo quando mi trasferì a Firenze, subito dopo le scuole superiori, per andare a stare in una piccola casetta in Via delle Conce, a pochi passi da Piazza Santa Croce, la mia preferita in città.
Avevo iniziato l’Università, architettura, e dividevo l’appartamento con Pablo e Luca, i miei amici di sempre che si erano trasferiti come me da Livorno.
Quel periodo non è stato facile, cambiare città, lasciare la famiglia, tutti gli amici e le compagnie per rivederli solo il fine settimana non era il massimo. Poi ad un livornese toglietegli tutto ma non il mare, il mare mi manca sempre e ogni volta che torno a casa sento il bisogno di andarlo a salutare.
Certo Firenze e’ bellissima e spesso quando parlo di questa malinconia le persone stentano a credermi, ma vi assicuro che non è stato semplice abituarsi all’idea.
Così “Spirito” mi ridava la carica, mi faceva tornare di buon umore e la cantavo spesso ripensando al video in cui Piero Pelù fluttuava sopra Firenze.
Questa canzone rock mi dà lo spunto per partecipare al contest “Il tuo piatto rock” organizzato dal blog “Ricami di Pastafrolla” dove per partecipare si chiede di abbinare una canzone a un piatto.
Spirito libero, come sono io, specialmente in cucina dove mi piace reinterpretare anche i piatti più classici e tradizionali, e quindi anche per questa volta si scompone, si gioca e si cambia una delle pietanze simbolo dei fiorentini, il panino con il lampredotto e la salsa verde.
Cibo di strada, saporito, gustoso, povero che prima di aprire la bocca per un bel morso non bisogna pensare a che cosa sia ( uno dei 4 stomaci del bovino) per evitare di cambiare idea e commettere l’errore di non assaggiarlo.
Quando mi trasferii a Firenze feci “fagotti”, ovvero le valige, e allora perché non infagottare anche il lampredotto per trasformarlo da panino a finger food rivisitato?
Mancava però una nota di colore al mio piatto rock e abitando proprio vicino allo stadio della Fiorentina non mi ci è voluto molto a capire che colore scegliere, il viola, e quindi delle chips croccanti di patate viola.
Basta! ho ragionato troppo, fiocco ai grembiuli….spirito, libero, e sto contento quando mi parli dentro…
Ingredienti per 30 fagotti e 6 invitati:
– 450 gr lampredotto già pulito
– 2 carote
– 1 cipolla
– 2 pomodori maturi
– 3 gambi di sedano
– 3 gambi di prezzemolo
– sale
– pepe
– 100 gr farina 00
– 1 uovo
– 100 gr burro
– 100 gr formaggi caprino
– 50 gr prezzemolo in foglie fresco
– 6 cucchiai olio evo
– 1 fetta di pane toscano non troppo spessa e grande
– 1 spicchio di aglio piccolo
– 1 spicchio di uovo sodo
– succo mezzo limone
– olio di semi per friggere
Come preparare il mio piatto rock:
Prendere una bella pentola capiente e mettere abbondante acqua, le carote, la cipolla e i pomodori tagliati grossolanamente, il prezzemolo, il sedano e un pochino di sale e dopo che avranno sobbollito per circa 10 minuti immergete il lampredotto con la gala ( ovvero la parte scura) rivolta verso il fondo.
Mentre il lampredotto cuoce prepariamo l’impasto dei fagotti lavorando il burro con un cucchiaio, aggiungendo l’uovo e il caprino, amalgamando bene gli ingredienti.
Aggiungere poi la farina, impastare fino all’assorbimento e poi fare una pallina da avvolgere nella pellicola e mettere in frigo per circa 30 minuti.
Lasciate cuocere il lampredotto a fuoco medio per circa 90 minuti e a fine cottura dividiamo la gala dalla pannocchia ( ovvero la parte molle e consistente di colore bianco) e tagliuzziamo la gala a pezzetti piccoli.Prepariamo anche la salsa verde frullando nel mixer prezzemolo, aglio, olio, pane ( precedentemente lasciato in ammollo in acqua e strizzato bene), succo limone, sale e uovo sodo.
Accendiamo il forno a 180 °C modalità statico.
Tiriamo fuori la pallina di pasta dal frigo, infariniamo una spianatoia e stendiamo finemente l’impasto col mattarello.
Ricaviamo dei quadrati di circa 5 cm per lato, mettiamo un po’ di lampredotto e salsa verde al centro e poi arrotoliamo la pasta su se stessa, chiudiamo come a formare una caramella pizzicando le estremità.

Mettiamo i fagotti sopra un tappetino di silicone o carta forno su una teglia e inforniamo per circa 25 minuti fino a quando cominceranno a dorarsi.

Intanto prepariamo le chips di patate viola, laviamo bene la buccia e con l’aiuto di una mandolina ricaviamo delle fette sottili. Versiamo parecchio olio di semi in un pentolino e attendiamo che l’olio sia alla giusta temperatura per friggere. Tuffiamo piccole dosi di fette di patate e appena inizieranno a piegarsi su se stesse toglierle subito dal fuoco e posatele sulla carta assorbente.

Sfornate i vostri fagotti, mettete le chips viola in dei piccoli cartocci e il mio piatto rock è pronto per essere gustato con un sottofondo musicale dei Litfiba.

 

 

 

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